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mercoledì 3 dicembre 2008
Lidia Conetti
Intervista a cura di Artemis774
Salve ragazze,
lasciatemi dire che durante la settimana dedicata al “rosa antico”, non potevamo non intervistare colei che canta tanto bene i sentimenti e che rappresenta, oggi, con efficace vivacità l’idea dell’Amore puro e dolcemente impetuoso. Colei che riesce a tessere storie avvincenti, i cui personaggi sono esaltati dall’ambiente che li circonda e sono espressione della loro cultura. Colei che ama tanto il Paese in cui ha ambientato i suoi romanzi da trasmettere questo amore al lettore, che, sognando, cresce. Oggi, pertanto, ho l’opportunità e sono lieta, onorata e molto orgogliosa, di presentarvi una grande Autrice dei nostri tempi, Lidia Conetti.
Benvenuta dott.ssa Conetti,
grazie di averci dedicato parte del suo tempo. Noi lo apprezziamo veramente tanto, anche considerando il fatto che in rete non si trovano Sue notizie che non siano generiche. Lei si è dedicata finora a molte attività anche molto diverse tra loro. È una traduttrice, una saggista e anche un scrittrice di romanzi, alcuni dei quali è stato possibile riscoprire di recente. Vorrei poter dire qualcosa di Lei che vada oltre queste poche e striminzite parole, ma credo che sia meglio lasciarle la parola.
D.: Che significato ha avuto per Lei tradurre Barbara Cartland? L’ha mai conosciuta?
R.: Tradurre Barbara Cartland – un romanzo al mese- ha significato poter lasciare il mio lavoro- insegnavo filosofia e storia al Liceo Scientifico- un lavoro al quale mi dedicavo con passione: ma cambiare attività, lo confesso, è sempre stata per me una tentazione irresistibile e molto stimolante! Quanto a Barbara Cartland non l’ho conosciuta personalmente ma attraverso biografie pubblicate in Inghilterra, che ho letto anche perché dovevo scrivere l’introduzione a una raccolta di tre suoi romanzi; e ho scoperto un donna che ammiro e stimo sinceramente per una qualità che ritengo fondamentale in ogni rapporto umano: la lealtà. Per fare solo un esempio, quando durante la seconda guerra mondiale i bambini inglesi che se lo potevano permettere sfollavano oltre oceano per evitare i bombardamenti tedeschi, anche la Cartland partì con i suoi figli, ma dopo pochi mesi fece ritorno in patria perché si sentiva in colpa e non le sembrava giusto sottrarsi a un rischio che i suoi concittadini e i loro figli correvano quotidianamente!
D.: Negli anni ’80 sono stati pubblicati come oscar Mondadori tre suoi romanzi “Notti del Bengala”, “La torre degli echi” e “Debito d’Amore”. Sono tutti e tre ambientati in India, come mai questa scelta? Perché proprio l’India? C’è forse qualche connessione con il suo lavoro su Rudyard Kipling?
R.: Per rispondere a questa domanda dovrei fare un po’ la storia della mia formazione. Dopo la laurea ho avuto una borsa di studio all’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano; sono stata assegnata a un ufficio studi dove mi occupavo prevalentemente dell’India: questo spiega forse la nascita della mia passione per questo Paese. Il mio capo era un bel professore che aveva molte ammiratrici tra le mie colleghe ed è il ricordo di quel periodo che mi ha ispirata per il personaggio del Mirza. E poi proprio all’ISPI ho conosciuto, e mi sono innamorata, di mio marito. È a lui che devo lo stimolo a scrivere quei romanzi, perché a Trieste, dove abitavamo, ci sono molti librai che vendono libri antichi a prezzi accessibili, e lui mi regalava tutti quelli che trovava sull’India: diari, resoconti di viaggi, storie dell’India, della Compagnia delle Indie, della società anglo-indiana, dei personaggi della storia indiana (principi, avventurieri, mercanti), alcuni dei quali avevano il fascino ulteriore di essere stati lasciati da marinai inglesi la cui nave aveva fatto scalo a Trieste. “Perché non scrivi un romanzo su questa società?” mi disse, e l’idea mi parve buona, anche perché a me piace raccontare. Anche del mio saggio su Kipling è stato scritto che si legge tutto d’un fiato “come un racconto”.
D.: Data la natura diversa delle sue attività, ci dica, è stato difficile passare da un genere letterario ad un altro?
R.: No, non è difficile passare da un genere letterario a un altro quando si ha il gusto di raccontare, che si tratti di una lezione o di un romanzo; e di fare in modo che ogni frase risponda a un suo, o forse dovrei dire mio, ritmo interiore.
D.: Oggi, tornando con il pensiero al periodo in cui ha scritto questi romanzi, cosa prova?
R.: Rispondo con le parole di un antico inno dell’Innario Anglicano che esprimono, meglio di come potrei fare io, quello che provo: “ Ringraziamo tutti il nostro Dio, con le mani con il cuore e con la voce; che ha fatto cose meravigliose, e il suo mondo gioisce in lui.Che dalle braccia di nostra madre ci accompagna nel nostro cammino con innumerevoli doni d’amore…”
D.: Quali sono gli autori che Lei ama, quali Lei crede/sente l’hanno formata, e quali/quale crede sia il più vicino al suo sentire?
R.: Gli autori che ho amato per primi e sui quali mi sono formata, ancora oggi quelli che sento più vicini, sono alcuni grandi della letteratura russa: Puskin, che ha fatto nascere in me il desiderio di scrivere, Cechov – ricordo ancora le emozioni che ho provato assistendo da ragazzina alla rappresentazione delle Tre Sorelle – e soprattutto Tolstoj, la mia passione. C’è poi un autore inglese che oggi leggo più volentieri, perché mi distende con i suoi racconti e la sua ironia e mi affascina con la incredibile ricchezza della sua lingua, P.G.Woodehouse.
D.: Le è capitato mai di vivere situazioni che Le abbiano dato le stesse intense emozioni che ha fatto provare alle sue lettrici?
R.: Non sono mai stata rapita, né minacciata da una spia con la maschera d’oro, né mi sono mai battuta in duello con mio marito, ma tutto quello che vivo lo vivo con intensa emozione, anche troppo, se il mio cuore non avesse per fortuna un battito molto lento.”El bati che par una ninna-nanna” diceva il mio medico triestino.
D.: È felice dei suoi libri? Se potesse oggi modificare qualcosa, cosa modificherebbe e per quale motivo?
R.: Sì, felice è la parola giusta, e non modificherei nulla – se non per eliminare i “righini”, cioè la prima riga troppo corta di una pagina nuova.
D.: Oggi il mercato dell’editoria offre lavori molto diversi dai suoi. Comprandoli certo non ci si aspetta più che lo stile sia elegante e che siano scritti in un italiano perfetto. E cosa più importante sono romanzi contraddistinti da costumi liberi e non propri dell’epoca in cui sono ambientati. Cosa ne pensa di questo mutamento? Se Lei oggi si cimentasse in un nuovo romanzo si avvicinerebbe ai romanzi che vanno così di moda oggi?
R.: Mi sembra un appiattimento dei valori della nostra cultura, una mancanza di fantasia, che è la linfa vitale di ogni attività creativa, e non seguo questa moda. Ho visto di recente alcuni film indiani che mi hanno avvinto proprio perché “fuori moda”, per una profondità di sentimenti, l’amore e il rispetto per i genitori, l’amore fra un uomo e una donna che si scelgono per tutta la vita, dei quali noi oggi sembriamo quasi vergognarci.
D.: Possiamo sperare di leggere presto qualche altro suo lavoro?
R.: Un nuovo romanzo c’è già e ha un incanto particolare perché in questo sono riuscita a ricreare con la fantasia un periodo storico, gli ultimi anni della seconda guerra mondiale in Toscana, tanto più vicini a noi del XVIII e XIX secolo in India. Come negli altri miei romanzi ci sono alcuni momenti drammatici che fanno restare con il fiato sospeso, come accadeva a mio figlio quando li leggeva da ragazzino, e c’è una bella storia d’amore che si conclude felicemente. Quanto al linguaggio, un mio amico scrittore lo ha definito “luminoso”, il più bel complimento che potesse farmi.
D.: Che bella notizia! Qual è il titolo del libro, quale la casa editrice?
R.: Non ha ancora un editore, ma non dovrebbe essere difficile trovarlo dal momento che i miei libri continuano ad avere successo.
D.: Vuole dire qualcosa alle nuove lettrici? Magari, cosa, secondo lei, distingue l’uomo dallo scrittore?
R.: In primo luogo vorrei ringraziarle tutte e dire che mi piacerebbe conoscerle tutte, perché la stessa emozione che prova un lettore quando incontra l’autore di un libro che gli è piaciuto la prova, con anche maggior intensità, l’autore quando incontra un lettore al quale è piaciuto il suo libro. È come trovare un amico che non si sapeva di avere, e questa è anche un po’ la risposta alla seconda domanda. Scrivere vuol dire comunicare e quanto più si ha da comunicare e quanto meglio si riesce a farlo tanto meglio si scrive. Posso raccontare una piccola storia vera che illustra la mia idea di scrittore. Un giorno sono passata davanti al cortile di una casa in demolizione e fra le macerie ho visto spuntare il musetto di un topo che si è subito nascosto quando mi ha visto. Mi sono avvicinata al punto in cui era scomparso e ho incominciato a chiamarlo facendo un verso simile al suo. Dopo qualche minuto il topo ha rimesso fuori il musetto e mi ha risposto squittendo. Se qualcuno mi ha visto preferisco non immaginare che cosa avrà pensato di me. Ma se ha pensato male non era sicuramente uno scrittore!
D.: C’è qualcosa della quale Lei vuole parlare e che mai nessuno Le ha chiesto?
R.: Questa è una domanda molto carina e mi piacerebbe approfittarne, ma quello che mi ha chiesto finora mi ha dato la possibilità di dire tutto quello che avrei voluto, quasi come se lei mi conoscesse già, e di questo la ringrazio vivamente!
Grazie di averci dato la possibilità di conoscerla.
Grazie a voi!
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lunedì 1 dicembre 2008
Notti nel Bengala ...





...di Lidia Conetti.
direttamente dalla scrivania di Artemis774
Eccomi care ragazze,
quanto tempo dall’ultimo mio post!
Oggi sono tra voi per parlare di un libro che mi ha molto colpito. Si tratta di un libro che esce fuori dagli schemi che, perlopiù, contraddistinguono i romanzi scritti oggi e a noi sottoposti. Leggendolo il mio spirito si è rinfrancato. Ho potuto leggere di sentimenti, di avventure, a volte anche un po’ comiche, e di situazioni che mi hanno preso completamente. Sono stata felice di leggere una storia così ricca, un romanzo che è la prova che si può scrivere di avventura e di Amore senza scadere in una narrazione ovvia e scontata con le solite scene trite e ritrite che hanno tolto la voglia di scoprire, la voglia di stupirsi davanti alle cose semplici.
Questo romanzo è la prova che si può ancora raccontare quanto di romantico può esserci in un gesto, in una parola, in uno sguardo.
Per questo motivo “Notti del Bengala” è recensito durante una settimana dedicata al “Rosa Antico”, una settimana dedicata all’Amore descritto con parole che dicono e non dicono, con parole belle quanto la più antica melodia che canta il sublime Sentimento.
Ma passiamo, ora, al romanzo: “Notti del Bengala”…… che libro, ragazze! Un libro completo. La storia è intrigante e coinvolgente, arricchita da colpi di scena imprevedibili.
June, la protagonista, è una giovane bellissima, che affronta determinati avvenimenti con un sangue freddo invidiabile, ma che davanti all’Amore, e soprattutto a due occhi insolitamente azzurri, perde la sua proverbiale sicurezza e rimane vittima di sentimenti tra i più belli e intensi. E consentitemi di dirvi quanto gli occhi di Mirza Emir Beg, il protagonista maschile appunto, abbiano conquistato anche me.
Ragazze, non lasciatevi sfuggire questo libro, sotto tutti gli aspetti attraente. La lingua, lo stile, l’ambientazione storica: tutto è perfetto.
Sarete completamente catturate dal periodo storico e quando chiuderete il libro vi sembrerà di essere state lontane dal vostro ambiente per tanto, tanto, tantissimo tempo.
In “Notti del Bengala” situazioni avventurose sono dipinte con arte e l’Autrice mette in evidenza le emozioni dei personaggi dando vita ad un romanzo in cui la delicatezza dei sentimenti e la profondità di ciò che non è espresso colpiscono il lettore. Questo è un romanzo elevato, denso di significati, in cui la cultura si mescola alla narrazione romantica e in cui la storia dell’India e le sue tradizioni vengono porte al lettore che, ignaro, le apprende.
Ogni personaggio ha la sua dimensione. Una stessa persona vista da occhi diversi ha una diversa descrizione, una esteriore e l’altra, invece, solo apparentemente tale. In questo libro l’uomo che ama “vede” l’anima della sua donna, il colore nascosto di essa e la vede risplendere, come se la mente e il cuore di lei non abbiano alcun segreto. Solo lui, però, può leggervi dentro. Solo a lui è dato conoscere veramente il delicato incanto di quel fiore nascosto. Solo lui è legittimato a rivendicarne l’incontrastato dominio.
Una delle mie scene preferite, è quella in cui June, per rispondere alle parole e agli sguardi del suo amato, si alza dal divanetto e raggiunto il ramoscello fiorito di un albero che volge poeticamente i suoi rami verso il balcone, lo stacca e ne fa dono al Mirza.
“Conoscete il significato di questi fiori?”
Questa è la domanda che accompagna i gesti della giovane. Non più di queste parole. E lui non le potrà dimenticare come noi lettrici, prese da un sentimento indefinibile che accompagna quel nodo allo stomaco, proprio dell’emozione inaspettata. Eppure i due si sono già baciati, si sono già reciprocamente scambiati promesse silenti di Amore imperituro, ma questa scena rende tutto ancora più elevato e spirituale, come l’Amore vero deve essere (lascio a voi il piacere di scoprire di che albero si tratti e il significato dei fiori dello stesso).
Alla prossima, mie care!
Artemis774
domenica 30 novembre 2008
Longbourn Hall appartiene alla nostra famiglia da talmente tante generazioni da non riuscire a ricordarlo. Non la si può definire alla moda, la ristrutturazione è stata fatta trent'anni fa quando noi non eravamo ancora nate e porta tutti i segni di quel periodo sfarzoso. Ma per noi è il luogo più incantevole del mondo.
Tra quelle mura, piene di ricordi, la nostra vità è trascorsa felice ed è per questo motivo che oggi 1 Dicembre abbiamo accettato l'invito della nostra cara amica Juneross.
Era tanto tempo che volevamo organizzare un ricevimento in grande stile e quale occasione migliore se non l'arrivo del Natale. Saranno due giorni di festa dedicati alla lettura, alle chiacchiere, al ricamo e la pittura per concludere con un elegante ballo.
June si è offerta di aiutarci a scrivere gli inviti, favore che non potevamo certo rifiutare perciò mie care amiche non vi resta altro che seguirci a Longbourn.

Le vostre Lady P e Lady Bennet.
giovedì 27 novembre 2008
Amore di ghiaccio...
Direttamente dalla scrivania di Sonia Caporali:
Eccomi qui care amiche, pronta a regalarvi un nuovo progetto!
E’ più di una settimana che ci lavoro e spero che le mie “fatiche” vengano da voi premiate ^_^
Inizio, quindi, spiegandovi un po’ di cose.
Parecchio tempo fa, qualcuna di voi avrà sicuramente letto, nel mio sito, che stavo per pubblicare online e gratuitamente un nuovo romanzo “Amore di ghiaccio”, che seguiva un po’ lo stile di Una galassia d’amore.
Ebbene, una decina di giorni fa, ho avuto una folgorazione (senza rimanere ustionata per fortuna ^_* ): creare un blog in cui scrivere, giorno dopo giorno, la storia dei protagonisti del romanzo!
E’ così che nasce e prende vita il blog http://www.blogger.com/www.amoredighiaccio.blogspot.com
Qui troverete la storia d’amore tra Helena e Daniel a puntate. Ma non solo, ci saranno anche altre cose come ad esempio gli attori che ho scelto per interpretare i vari personaggi, notizie e curiosità sulla città di Salisburgo dove è ambientato il romanzo, il link per il booktrailer, informazioni sul pattinaggio sul ghiaccio e chissà magari una piccola intervista ai nostri campioni italiani... e tanto altro.
Certo, il blog è all’inizio e quindi ha bisogno ancora di un pochino di tempo per definirsi “finito” ma so che mi volete bene e avrete pazienza... vero????????? :-D
Nel blog troverete una breve presentazione e la prima puntata. L’appuntamento con le successive credo sarà di una o due volte la settimana, pertanto passate spesso se volete sapere come prosegue la storia d’amore tra Daniel e Helena.
Piccola chicca: ogni puntata ha il titolo di un film e in ogni post, alla fine, troverete una nota su questo.
A questo punto non mi resta che dirvi... correte subitooooooooooooooo a vedere quest’altra cosina che ho creato! Se poi avrete voglia di lasciare messaggi, commenti, consigli... mi farete felice!
Vi ringrazio tutte perché so che mi seguite sempre con tanto calore e affetto.
Un bacio!
Sonia
sabato 22 novembre 2008
venerdì 21 novembre 2008
mercoledì 19 novembre 2008
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Un mistero è svelato
E subito un altro se n’è presentato…
Un’abbazia sconsacrata
Nasconde una cappella abbandonata
Dove la morte è ancora una volta chiamata
E dai “silenzi e segreti” profondamente celata…
Il cantastorie
....
Recensione di Eleonora.
Un’abbazia sconsacrata…
Una cappella gelida…
Dei lunghi silenzi…
Dei macabri segreti…
E un fantasma che si aggira indisturbato tra i corridoi e i passaggi di Belmont Abbey…
Quali verità si celano dietro questa corte di misteri?!
Chi si rende protagonista di questo intricato thriller storico?!
Ci troviamo in Inghilterra nel 1887 e riusciamo ad entrare nella storia grazie a una narrazione coinvolgente e priva di artefici letterali.
La protagonista, Julia Grey, racconta la vicenda in prima persona, come se fosse un diario, e scopre ogni cosa di pari passo con noi lettori…
Sentiamo bene i suoi pensieri e i suoi sentimenti, tanto da aver la convinzione di essere noi al centro della storia: siamo noi a cercare la verità e a trovarla…dove meno ci si aspetta…
E la cosa veramente curiosa è che è come aprire il vaso di pandora: aprendolo, non scopriamo solo ciò per cui stiamo indagando, ma tanti piccoli intrighi che rendono le persone che “ci circondano” particolari malgrado la loro banalità, interessanti malgrado la loro mancanza di attrattive…
Uomini rudi e prepotenti che subiscono delle fini beffarde e uomini inutili e vanesi che conservano un segno tangibile di dignità…
Donne inutili, insignificanti che muovono le file di aggrovigliati sistemi e donne che sembrano governare il mondo ma che possiedono le proprie fragilità.
In ogni caso, per ogni pagina di romanzo troviamo gente comune che ha una storia dietro, una ragione, un perché…
Siamo con Julia, amiche timorose delle sue perlustrazioni e dei suoi ragionamenti…
Ma cosa nasconde in realtà una scarpa?!
Ma è un indizio sostanziale?
E un uomo può benissimo essere mancino o destro, ma ciò influisce sulla risoluzione di un caso?!
E un caso in realtà sarà mai veramente risolto?!
Non è forse vero che a volte i crimini restano impuniti?!
Ci ritroviamo con la nostra protagonista a esaminare tutte queste possibilità, quasi a volerle suggerire una risposta per consigliarla o per rivelarle una nostra intuizione del momento…(che vi garantisco sarà comunque sempre sbagliata perché mai niente è come sembra!).
Ecco! Questo romanzo è così!
Tu non leggi una storia,ma vi partecipi insieme a Julia: crei il momento, aspetti l’indizio e a volte vorresti consigliarle di essere + cauta, più riflessiva; altre volte, le chiedi di buttarsi senza pensare alle conseguenze perché l’istinto lo ha e spesso si rivela corretto…
C’è da evidenziare, che a mio avviso il romanzo contiene una nota di giustizia sottile e da scovare tra le righe…
Ma non la giustizia di noi uomini, ma quasi una rivincita che il fato si prende nei confronti della vita…
E poi all’improvviso ci troviamo ad essere presenze indiscrete accanto alla nostra eroina in questa relazione che una vera relazione non è…
L’amore tra Julia e Brisbin è fondamentalmente da ricercare tra le righe: niente è dato per scontato e niente è così palese come siamo abituate.
È come se passa una corrente tra loro, palpabile e reale che riesce a fuoriuscire dalle pagine del libro: e noi ci troviamo ad essere spettatrici di un sentimento intimo, delicato eppure accennato…
Abbiamo il dubbio se dovremmo in realtà lasciarli soli per non invadere la loro privacy; diventiamo tanto parti integranti della storia, così amiche di Julia, che lasciarli da soli sarebbe un gesto gentile, ma non riusciamo a staccarci…
Come Julia anche noi aspettiamo che questo uomo così misterioso, sensuale, particolare ed enigmatico (e chi più ne ha più ne metta!), riesca ad accorgersi dei suoi sentimenti e riesca a capire che non c’è modo migliore per vivere che goderseli fino in fondo…
Niente però è come sembra…
Ogni cosa necessita di tempo.
Guardi in viso tutti i protagonisti credendo di averli veramente accanto perché la descrizione che l’autrice ne dà è così accurata da riuscire a trasmettere anche la gradazione che un colore assume sotto quel tipo di luce che creano le candele…
Cominci a conoscere le loro risposte, ma riescono cmq a sorprenderti perché nessuno di loro è come sembra…
Poi ci giriamo verso Brisbane, il nostro eroe (che un vero eroe è!) e lo guardiamo prima con gli occhi di Julia e poi con i nostri occhi,ma non riusciamo in realtà a scorgere le differenze che dovremmo. Lui è veramente bello, è veramente intrigante, ha veramente occhi neri pieni di misteri e rimpianti, ha veramente un modo di fare particolare…
Lui vuole proteggerci…ops! scusate proteggere Julia anche se non spende parole in tal proposito…
Lui è perfetto nella sua imperfezione!
E poi alla fine ci ricordiamo di guardare negli occhi Julia e esaminare i suoi comportamenti, le sue parole…
Dico alla fine perché per tutta la storia siamo state vicino a lei, condividendone sogni e pensieri…
Lei è donna nel senso più ampio della parola.
All’inizio è un po’ insicura, ma riesce a riprender in pugno la sua vita, ad agire e a ribellarsi “non voglio più essere sotto una campana di vetro, tenuta nella bambagia da uomini prepotenti”!
Un’eroina che subisce una crescita emotiva importante: con un carattere irriverente, sicuro e a volte vulnerabile!
L’autrice gioca molto bene con le parole e riesce a intervallare scene da vero horror ad altre veramente profonde con parole accurate, ma mai solo di “facciata”:tutto ha un senso anche una semplice frase!
“Silenzi e segreti” regala un mix di amore, intrigo, giallo, noir, gotico,thriller…
E alla fine…beh! Meglio non dirla!
Posso dirvi solo che non è così tipica come dovrebbe essere...“ma questa è un’altra storia...”
Eleonora (il cantastorie)

Ogni storia che viene narrata
Ha dietro una persona che l’ha creata:
Nella mente un pensiero le è nato
E amore e mistero ha amalgamato.
Così Deanna Raybourn ci ha raccontato
Cosa ha veramente pensato
Dando vita al racconto citato…
....
il cantastorie
Sylvia Z. Summers intervista per il blog, DEANNA BAYROUN
Ciao Deanna, posso solo iniziare dicendo che sono molto molto orgogliosa di intervistare un’autrice come te. Ho appena finito di leggere “Silenzi e Segreti” (Harlequin Mondadori, “Grandi Romanzi Storici Special”), e l’ho trovato una lettura molto affascinante, con un intreccio poderoso e un’ambientazione suggestiva – una tenuta di campagna in un’antica abbazia, niente meno! E mi ha ricordato i vecchi romanzi gotici con così tanto mistero ed elementi soprannaturali.
Hi, Deanna, I can only start saying that I’m very very proud to interview an author like you. I’ve just finished reading “Silent in the Sanctuary”, and I’ve found it very intriguing, with a ponderous plot and a suggestive setting – a country house set in an ancient Abbey!, terrific, it reminds me about those old gothic novels rich of mysteries and supernatural!
S.Z.:Ma iniziamo dall’inizio… prima “Silenzi e veleni”… e ora “Silenzi e segreti”… non soltanto libri bellissimi, ma una meravigliosa saga. In entrambi, troviamo gli stessi protagonisti, una personaggio femminile descritto favolosamente – Lady Julia Grey – che lotta per trovare e affermare la vera se stessa, e un uomo affascinante e tenebroso, Nicholas Brisbane, immersi in un’ambientazione carica di mistero. Come ti è venuta questa splendida idea (di romanzi così correlati) e per quanti episodi hai intenzione di tenerci ancora con il fiato sospeso? Ti prego, dicci che possiamo sperare in un lieto fine per la loro bella storia d’amore!
Let’s start from the beginning... Silent in the Grave… and now, Silent in the Sanctuary… they aren’t only beautiful novels, but are parts of a wonderful saga. In them, we read about the same main characters, a richly described female protagonist – Lady Julia Grey - who struggles to find and to affirm herself, and a dark and hansome male character, Nicholas Brisbane, surrounded by a powerful halo of mystery. How did you have this splendid idea, and how long do you intend to hold us with bated breath? Please, tell us that we can hope in a happy ending for their heart-beating love story!
D.R.: Tutto è cominciato quando ho letto di un caso di avvelenamento avvenuto in Francia, nel XVIII secolo. Le vittime erano delle donne, tutte sposate a un omicida. Ho iniziato a fare un gioco di associazioni e a mescolare le carte in tavola. Ho trasformato la vittima in un uomo, e questo rendeva necessario coinvolgere sua moglie in qualche modo. Così ho fatto di lei un’investigatrice, ma a quel punto mi serviva un partner; perciò ho creato Brisbane. Il resto è nato tutto dalla necessità e dall’immaginazione. Alcuni personaggi o circostanze sono creati dalla necessità di portare avanti la storia, altri perché aggiungono profondità o dettaglio. Non posso fare accenni sulla fine della storia nella serie perché non so quando arriverà! Il terzo romanzo di Julia Grey sta per essere pubblicato (negli USA, n.d.r.) e so che ce ne sarà per lo meno un altro, anche se il mio editore ha fatto allusione a molti altri. Immagino che la serie andrà avanti secondo la risposta dei lettori.
The story began when I read about a poisoning case in 18th century France. The victims were a string of women, all married to a murderous man. I started playing a “what-if” game and turned the tables. I made the victim male, and that meant the wife had to be involved somehow. So I made her the detective, but she needed a partner; I created Nicholas. The rest of it just sprang from necessity or imagination. Some characters or circumstances came about because I needed them to further the story. Others were created because they added depth or detail. I can’t give you hints about the ending of the series because I don’t know when the ending will come! The third Julia Grey novel is about to be published and I know there will be at least one more although my publisher has alluded to several. I expect it will be up to reader demand how far the series goes.
S.Z:Da autrice ad autrice… Devo dire che ho apprezzato molto la ricchezza dell’intreccio nei tuoi libri, ricchi di colpi di scena, quindi sono molto curiosa di sentire come si muove Deanna Raybourn quando sta per iniziare un nuovo romanzo.
From author to author… I appreciated very much the rich plot of your stories, marked by many sensational developments, so I’m very curious to hear how Deanna Raybourn “walks through” when she’s starting to think about a new novel.
D.R.:I miei romanzi iniziano con un frammento di idea. Può essere il verso di una poesia, un quadro, oppure uno strano fatto storico. E da lì inizio a tessere la mia tela. Cerco di pensare in modo logico: se succede A, allora deve succedere B. Che tipo di persona farebbe A, per prima cosa? E cosa farebbero i personaggi se, invece, succedesse C? Trama e personaggi sono sviluppati allo stesso tempo, anche se, di solito, la trama è sempre un pochino più avanti. Leggo e faccio ricerche mentre elaboro l’intreccio, e poi anche mentre scrivo, sempre senza una traccia troppo determinata. Conosco i miei personaggi. So dove iniziamo e so dove andremo a finire. Ma non sono mai sicura di come ci arriveremo. Ogni giorno le scene dettano altre scene per il giorno seguente, così su di una base decisa di volta in volta, so precisamente quello che sto facendo. Di solito so cosa accadrà entro le due o tre scene successive, ma non di più.
My novels always begin with a single snippet of an idea. It can be a line of poetry, a painting, an odd historical fact. And then I start weaving the spider’s web out from there. I try to think it out logically; if A happens, then B must happen. What sort of person would do A in the first place? What would they do if C happened instead? Plot and character are developed at the same time, with plot usually coming in just a bit ahead. I read and research while I’m plotting, and then I write, always without a detailed, formal outline. I know my characters. I know where we’re beginning; I know where we’re going. I’m just never certain quite how we’re going to get there. But each day’s scene dictates the scene for the next day, so on a day-to-day basis I know precisely what I’m doing. Usually I know the next two or three scenes, but no more.
S.Z.:Parlando di personaggi, credo che qualunque tua lettrice abbia sospirato per Nicholas Brisbane. E’ davvero un personaggio maschile molto affascinante… E, in qualche modo, mi ricorda un po’ il Mr. Darcy di Jane Austen. C’è una reale connessione tra i due? O, comunque, puoi descriverci il tuo Nicholas?
Talking about characters, I do believe that any woman who reads your “Silents”, is longing for for Nicholas Brisbane. Truly, he is a very fascinating male character… And, in some way, he recalls me about Jane Austen’s Mr. Darcy. Is there a real connection between the two? Or how can you describe us your Nicholas?
D.R: Adoro Mr. Darcy, così come molti altri personaggi maschili della Austen o della Bronte, ma Nicholas è più oscuro di Darcy. Ha un bagaglio emotivo più ricco, e a volte non è molto cortese. Ogni tanto fa uso di droghe, ha avuto numerose relazioni, e non disdegna di infrangere la legge se questo si accorda col suo senso di giustizia. Semmai fossero parenti, Darcy sarebbe un pilastro di rettitudine mentre Nicholas sarebbe la pecora nera della famiglia.
I adore Mr. Darcy, along with several other Austen and Bronte heroes, but Nicholas is darker than Darcy. He has much more emotional baggage, and he isn’t terribly nice at times. He casually uses drugs and has had numerous romantic liaisons, and he isn’t above breaking the law if it suits his sense of justice. If they were relatives, Darcy would be the pillar of rectitude while Nicholas would be his black-sheep cousin.
S.Z:Quanto c’è di Deanna Raybourn nei suoi libri? Voglio dire, sia “Silenzi e veleni” che “Silenzi e segreti” sono scritti in prima persona, con la voce di Lady Julia Gray che ci racconta l’intera storia dal suo personale punto di vista. Ti identifichi con Julia? E, se posso farti una domanda dedicata allo “stile”, hai trovato qualche difficoltà, essendo tu una donna americana del XXI secolo, a calarti in una realtà così diversa che potesse rievocare tanto vividamente la Londra (e l’Inghilterra) degli anni ’70 dell’ottocento?
How much of Deanna Raybourn there is in her books? That is, both Silent in the Grave and Silent in the Sanctuary are written in the first person, with the voice of Lady Julia Gray telling directly the whole story, following her personal point of view. Do you identified yourself with Julia? And, if I can ask you something about your writing-style, did you have some difficulties – being an American woman of the XXI century – in setting yourself in such a different reality, as much as to summon up so vividly the London (and England) of the seventy’s of the XIX century?
D.R:Chiunque mi conosca bene ha notato subito che Julia Grey è un personaggio profondamente autobiografico. Non nei particolari – non sono una ricca aristocratica vittoriana, sono felicemente sposata e non ho fratelli – ma, come mi piace dire, la prospettiva dai suoi occhi e dai miei non è poi così diversa. Julia è una donna moderna per l’epoca vittoriana, così la sua mentalità è facilmente accessibile per i lettori di oggi, ed è molto facile per me entrare nella sua testa. Infatti, quando mi domando cosa farebbe in una certa circostanza, immagino semplicemente cosa farei io e lo scrivo! Per quanto riguarda le ricerche, mi piace leggere, in particolar modo cose storiche, come memorie, giornali e lettere. Tutto mi aiuta a creare il mondo vittoriano di Julia Grey, che non è, tra l’altro, il mondo di Sherlock Holmes e di Jane Eyre. Era importante per me creare un’ambientazione vittoriana diversa, che fosse connessa col mondo storico reale, anche se alla leggera. Ci sono discussioni occasionali di grandi eventi storici, ma non sono mai così importanti per i personaggi come i loro piccoli drammi domestici o gli eventi delittuosi che capitano nelle loro case. Credo che questo sia il modo in cui la maggior parte della gente vive. A meno che non ci sia una guerra appena fuori o dentro il paese, si tende a ritenere più importante la nostra vita, quella della nostra famiglia, dei nostri amici. Così la pensano i personaggi dei libri di Julia Grey.
Everyone who knows me well spotted immediately that Julia Grey is hugely autobiographical. Not in the particulars—I’m not a wealthy Victorian aristocrat and I am happily married and have no siblings—but as I like to say, the views from her eyes and mine aren’t so very different. Julia is a modern woman for the Victorian age, so I think that makes her accessible and sympathetic for modern readers, and it’s very easy for me to get inside her head. In fact, when I’m wondering what Julia would do in a given circumstance, I usually just picture what I would do and write it! As far as the research, I love reading, particularly about history—journals, letters, memoirs. It all helps to create the Victorian world of Julia Grey, which incidentally is not the Victorian world of Sherlock Holmes or Jane Eyre. It was important to me to create a distinct part of Victoriana that was connected to real history, but lightly. There are occasional discussions of great events, but they are never as meaningful to the characters as the little domestic dramas and murderous events in their own homes. I think that’s how most people live. Unless there is a war being fought outside our front door, we tend to worry about our immediate lives, our families, our friends. That’s how the characters in the Julia Grey books function.
S.Z:Ultimo, ma non per importanza, so che sei molto impegnata al momento, che stai lavorando a tanti nuovi progetti. Puoi rivelarci qualcosa di questi nuovi lavori? Hai in mente di scrivere qualche altra storia che non sia connessa con le indagini di Julia? Magari un romanzo sullo stesso Shakespeare…? E c’è per caso una possibilità che possiamo vedere, un giorno, Julia e Nicholas sul grande schermo…? Mi sembra di aver letto qualcosa in proposito della tua scelta riguardo a degli attori su di un sito web…
And now, last but not least, I know that you are very busy at the moment, working a lot to many new projects. Could you reveal us something about those new works? Do you have in mind some other projects that aren’t connected with Julia’s investigations? And there is the slight possibility to see Julia and Nicholas on the big screen, as I read something about a choice of yours of actors on a website?
D.R: Sto lavorando al mio quarto libro, un romanzo di mistero ambientato tra la Transilvania e la Scozia nel 1898. Non ci sono personaggi del ciclo di Julia Grey in questo, ma credo che ai lettori della serie piacerà. Non appena questo nuovo romanzo sarà finito, mi tufferò direttamente nel quarto capitolo di Julia Grey, e non vedo l’ora di farlo. Mi mancano quei personaggi! Col mio editore sto lavorando per aumentare alcuni contenuti extra per l’edizione e-book dei miei libri. Nel frattempo, sto anche sviluppando il mio sito web, www.deannaraybourn.com, trasformandolo da un blog giornaliero in un sito più completo, e mi sto preparando per l’uscita di “Silent in the Moor”(3° romanzo della serie Julia Grey, n.d.r), prevista per marzo 2009. Quanto a possibili adattamenti cinematografici, abbiamo ricevuto alcune offerte da qualche compagnia di produzione, ma i diritti restano tuttora disponibili.
I am working on my fourth novel, a mysterious tale set in Transylvania and Scotland in 1898. There are no characters from the Julia Grey books in this one, but I think readers of the series will enjoy it as well. As soon as this book is put to bed, I expect to go straight into the fourth Julia Grey novel, and I’m looking forward to it. I missed the characters! I am also working with my publisher to develop content specifically for the e-book editions so readers who purchase the e-books will receive some goodies that only they get to see. I’m also developing my website, www.deannaraybourn.com from a daily blog to a more comprehensive site, and I am preparing for the March release of Silent on the Moor. As far as film adaptations, we’ve had interest from a few production companies, but the rights are still available.
S.Z.:Bene, Deanna, allora non mi resta che augurarti buon lavoro! Noi saremo qui, ad aspettare di sapere come andrà tra Julia e Nicholas e cosa succederà ancora! Grazie di essere stata nostra ospite.
Well, Deanna, now I just have to wish you a good job! We will be here waiting to know how the story between Julia and Nicholas will go on and what it’s going to happen! Thank you for being our guest.

La scrittrice ha messo a disposizione un suo libro autografato, che verra' sorteggiato fra i commenti pervenuti entro il 6 dicembre 2008.
Cogliete l'occasione per lasciare i vostri saluti a Deanna Raybourn
Sylvia Z. Summers
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Ciao Deanna, posso solo iniziare dicendo che sono molto molto orgogliosa di intervistare un’autrice come te. Ho appena finito di leggere “Silenzi e Segreti” (Harlequin Mondadori, “Grandi Romanzi Storici Special”), e l’ho trovato una lettura molto affascinante, con un intreccio poderoso e un’ambientazione suggestiva – una tenuta di campagna in un’antica abbazia, niente meno! E mi ha ricordato i vecchi romanzi gotici con così tanto mistero ed elementi soprannaturali.
Hi, Deanna, I can only start saying that I’m very very proud to interview an author like you. I’ve just finished reading “Silent in the Sanctuary”, and I’ve found it very intriguing, with a ponderous plot and a suggestive setting – a country house set in an ancient Abbey!, terrific, it reminds me about those old gothic novels rich of mysteries and supernatural!
S.Z.:Ma iniziamo dall’inizio… prima “Silenzi e veleni”… e ora “Silenzi e segreti”… non soltanto libri bellissimi, ma una meravigliosa saga. In entrambi, troviamo gli stessi protagonisti, una personaggio femminile descritto favolosamente – Lady Julia Grey – che lotta per trovare e affermare la vera se stessa, e un uomo affascinante e tenebroso, Nicholas Brisbane, immersi in un’ambientazione carica di mistero. Come ti è venuta questa splendida idea (di romanzi così correlati) e per quanti episodi hai intenzione di tenerci ancora con il fiato sospeso? Ti prego, dicci che possiamo sperare in un lieto fine per la loro bella storia d’amore!
Let’s start from the beginning... Silent in the Grave… and now, Silent in the Sanctuary… they aren’t only beautiful novels, but are parts of a wonderful saga. In them, we read about the same main characters, a richly described female protagonist – Lady Julia Grey - who struggles to find and to affirm herself, and a dark and hansome male character, Nicholas Brisbane, surrounded by a powerful halo of mystery. How did you have this splendid idea, and how long do you intend to hold us with bated breath? Please, tell us that we can hope in a happy ending for their heart-beating love story!
D.R.:Tutto è cominciato quando ho letto di un caso di avvelenamento avvenuto in Francia, nel XVIII secolo. Le vittime erano delle donne, tutte sposate a un omicida. Ho iniziato a fare un gioco di associazioni e a mescolare le carte in tavola. Ho trasformato la vittima in un uomo, e questo rendeva necessario coinvolgere sua moglie in qualche modo. Così ho fatto di lei un’investigatrice, ma a quel punto mi serviva un partner; perciò ho creato Brisbane. Il resto è nato tutto dalla necessità e dall’immaginazione. Alcuni personaggi o circostanze sono creati dalla necessità di portare avanti la storia, altri perché aggiungono profondità o dettaglio. Non posso fare accenni sulla fine della storia nella serie perché non so quando arriverà! Il terzo romanzo di Julia Grey sta per essere pubblicato (negli USA, n.d.r.) e so che ce ne sarà per lo meno un altro, anche se il mio editore ha fatto allusione a molti altri. Immagino che la serie andrà avanti secondo la risposta dei lettori.
The story began when I read about a poisoning case in 18th century France. The victims were a string of women, all married to a murderous man. I started playing a “what-if” game and turned the tables. I made the victim male, and that meant the wife had to be involved somehow. So I made her the detective, but she needed a partner; I created Nicholas. The rest of it just sprang from necessity or imagination. Some characters or circumstances came about because I needed them to further the story. Others were created because they added depth or detail. I can’t give you hints about the ending of the series because I don’t know when the ending will come! The third Julia Grey novel is about to be published and I know there will be at least one more although my publisher has alluded to several. I expect it will be up to reader demand how far the series goes.
S.Z: Da autrice ad autrice… Devo dire che ho apprezzato molto la ricchezza dell’intreccio nei tuoi libri, ricchi di colpi di scena, quindi sono molto curiosa di sentire come si muove Deanna Raybourn quando sta per iniziare un nuovo romanzo.
From author to author… I appreciated very much the rich plot of your stories, marked by many sensational developments, so I’m very curious to hear how Deanna Raybourn “walks through” when she’s starting to think about a new novel.
D.R.:I miei romanzi iniziano con un frammento di idea. Può essere il verso di una poesia, un quadro, oppure uno strano fatto storico. E da lì inizio a tessere la mia tela. Cerco di pensare in modo logico: se succede A, allora deve succedere B. Che tipo di persona farebbe A, per prima cosa? E cosa farebbero i personaggi se, invece, succedesse C? Trama e personaggi sono sviluppati allo stesso tempo, anche se, di solito, la trama è sempre un pochino più avanti. Leggo e faccio ricerche mentre elaboro l’intreccio, e poi anche mentre scrivo, sempre senza una traccia troppo determinata. Conosco i miei personaggi. So dove iniziamo e so dove andremo a finire. Ma non sono mai sicura di come ci arriveremo. Ogni giorno le scene dettano altre scene per il giorno seguente, così su di una base decisa di volta in volta, so precisamente quello che sto facendo. Di solito so cosa accadrà entro le due o tre scene successive, ma non di più.
My novels always begin with a single snippet of an idea. It can be a line of poetry, a painting, an odd historical fact. And then I start weaving the spider’s web out from there. I try to think it out logically; if A happens, then B must happen. What sort of person would do A in the first place? What would they do if C happened instead? Plot and character are developed at the same time, with plot usually coming in just a bit ahead. I read and research while I’m plotting, and then I write, always without a detailed, formal outline. I know my characters. I know where we’re beginning; I know where we’re going. I’m just never certain quite how we’re going to get there. But each day’s scene dictates the scene for the next day, so on a day-to-day basis I know precisely what I’m doing. Usually I know the next two or three scenes, but no more.
S.Z.:Parlando di personaggi, credo che qualunque tua lettrice abbia sospirato per Nicholas Brisbane. E’ davvero un personaggio maschile molto affascinante… E, in qualche modo, mi ricorda un po’ il Mr. Darcy di Jane Austen. C’è una reale connessione tra i due? O, comunque, puoi descriverci il tuo Nicholas?
Talking about characters, I do believe that any woman who reads your “Silents”, is longing for for Nicholas Brisbane. Truly, he is a very fascinating male character… And, in some way, he recalls me about Jane Austen’s Mr. Darcy. Is there a real connection between the two? Or how can you describe us your Nicholas?
D.R: Adoro Mr. Darcy, così come molti altri personaggi maschili della Austen o della Bronte, ma Nicholas è più oscuro di Darcy. Ha un bagaglio emotivo più ricco, e a volte non è molto cortese. Ogni tanto fa uso di droghe, ha avuto numerose relazioni, e non disdegna di infrangere la legge se questo si accorda col suo senso di giustizia. Semmai fossero parenti, Darcy sarebbe un pilastro di rettitudine mentre Nicholas sarebbe la pecora nera della famiglia.
I adore Mr. Darcy, along with several other Austen and Bronte heroes, but Nicholas is darker than Darcy. He has much more emotional baggage, and he isn’t terribly nice at times. He casually uses drugs and has had numerous romantic liaisons, and he isn’t above breaking the law if it suits his sense of justice. If they were relatives, Darcy would be the pillar of rectitude while Nicholas would be his black-sheep cousin.
S.Z:Quanto c’è di Deanna Raybourn nei suoi libri? Voglio dire, sia “Silenzi e veleni” che “Silenzi e segreti” sono scritti in prima persona, con la voce di Lady Julia Gray che ci racconta l’intera storia dal suo personale punto di vista. Ti identifichi con Julia? E, se posso farti una domanda dedicata allo “stile”, hai trovato qualche difficoltà, essendo tu una donna americana del XXI secolo, a calarti in una realtà così diversa che potesse rievocare tanto vividamente la Londra (e l’Inghilterra) degli anni ’70 dell’ottocento?
How much of Deanna Raybourn there is in her books? That is, both Silent in the Grave and Silent in the Sanctuary are written in the first person, with the voice of Lady Julia Gray telling directly the whole story, following her personal point of view. Do you identified yourself with Julia? And, if I can ask you something about your writing-style, did you have some difficulties – being an American woman of the XXI century – in setting yourself in such a different reality, as much as to summon up so vividly the London (and England) of the seventy’s of the XIX century?
D.R:Chiunque mi conosca bene ha notato subito che Julia Grey è un personaggio profondamente autobiografico. Non nei particolari – non sono una ricca aristocratica vittoriana, sono felicemente sposata e non ho fratelli – ma, come mi piace dire, la prospettiva dai suoi occhi e dai miei non è poi così diversa. Julia è una donna moderna per l’epoca vittoriana, così la sua mentalità è facilmente accessibile per i lettori di oggi, ed è molto facile per me entrare nella sua testa. Infatti, quando mi domando cosa farebbe in una certa circostanza, immagino semplicemente cosa farei io e lo scrivo! Per quanto riguarda le ricerche, mi piace leggere, in particolar modo cose storiche, come memorie, giornali e lettere. Tutto mi aiuta a creare il mondo vittoriano di Julia Grey, che non è, tra l’altro, il mondo di Sherlock Holmes e di Jane Eyre. Era importante per me creare un’ambientazione vittoriana diversa, che fosse connessa col mondo storico reale, anche se alla leggera. Ci sono discussioni occasionali di grandi eventi storici, ma non sono mai così importanti per i personaggi come i loro piccoli drammi domestici o gli eventi delittuosi che capitano nelle loro case. Credo che questo sia il modo in cui la maggior parte della gente vive. A meno che non ci sia una guerra appena fuori o dentro il paese, si tende a ritenere più importante la nostra vita, quella della nostra famiglia, dei nostri amici. Così la pensano i personaggi dei libri di Julia Grey.
Everyone who knows me well spotted immediately that Julia Grey is hugely autobiographical. Not in the particulars—I’m not a wealthy Victorian aristocrat and I am happily married and have no siblings—but as I like to say, the views from her eyes and mine aren’t so very different. Julia is a modern woman for the Victorian age, so I think that makes her accessible and sympathetic for modern readers, and it’s very easy for me to get inside her head. In fact, when I’m wondering what Julia would do in a given circumstance, I usually just picture what I would do and write it! As far as the research, I love reading, particularly about history—journals, letters, memoirs. It all helps to create the Victorian world of Julia Grey, which incidentally is not the Victorian world of Sherlock Holmes or Jane Eyre. It was important to me to create a distinct part of Victoriana that was connected to real history, but lightly. There are occasional discussions of great events, but they are never as meaningful to the characters as the little domestic dramas and murderous events in their own homes. I think that’s how most people live. Unless there is a war being fought outside our front door, we tend to worry about our immediate lives, our families, our friends. That’s how the characters in the Julia Grey books function.
S.Z:Ultimo, ma non per importanza, so che sei molto impegnata al momento, che stai lavorando a tanti nuovi progetti. Puoi rivelarci qualcosa di questi nuovi lavori? Hai in mente di scrivere qualche altra storia che non sia connessa con le indagini di Julia? Magari un romanzo sullo stesso Shakespeare…? E c’è per caso una possibilità che possiamo vedere, un giorno, Julia e Nicholas sul grande schermo…? Mi sembra di aver letto qualcosa in proposito della tua scelta riguardo a degli attori su di un sito web…
And now, last but not least, I know that you are very busy at the moment, working a lot to many new projects. Could you reveal us something about those new works? Do you have in mind some other projects that aren’t connected with Julia’s investigations? And there is the slight possibility to see Julia and Nicholas on the big screen, as I read something about a choice of yours of actors on a website?
D.R:Sto lavorando al mio quarto libro, un romanzo di mistero ambientato tra la Transilvania e la Scozia nel 1898. Non ci sono personaggi del ciclo di Julia Grey in questo, ma credo che ai lettori della serie piacerà. Non appena questo nuovo romanzo sarà finito, mi tufferò direttamente nel quarto capitolo di Julia Grey, e non vedo l’ora di farlo. Mi mancano quei personaggi! Col mio editore sto lavorando per aumentare alcuni contenuti extra per l’edizione e-book dei miei libri. Nel frattempo, sto anche sviluppando il mio sito web, www.deannaraybourn.com, trasformandolo da un blog giornaliero in un sito più completo, e mi sto preparando per l’uscita di “Silent in the Moor”(3° romanzo della serie Julia Grey, n.d.r), prevista per marzo 2009. Quanto a possibili adattamenti cinematografici, abbiamo ricevuto alcune offerte da qualche compagnia di produzione, ma i diritti restano tuttora disponibili.
I am working on my fourth novel, a mysterious tale set in Transylvania and Scotland in 1898. There are no characters from the Julia Grey books in this one, but I think readers of the series will enjoy it as well. As soon as this book is put to bed, I expect to go straight into the fourth Julia Grey novel, and I’m looking forward to it. I missed the characters! I am also working with my publisher to develop content specifically for the e-book editions so readers who purchase the e-books will receive some goodies that only they get to see. I’m also developing my website, www.deannaraybourn.com from a daily blog to a more comprehensive site, and I am preparing for the March release of Silent on the Moor. As far as film adaptations, we’ve had interest from a few production companies, but the rights are still available.
S.Z.:Bene, Deanna, allora non mi resta che augurarti buon lavoro! Noi saremo qui, ad aspettare di sapere come andrà tra Julia e Nicholas e cosa succederà ancora! Grazie di essere stata nostra ospite.
Well, Deanna, now I just have to wish you a good job! We will be here waiting to know how the story between Julia and Nicholas will go on and what it’s going to happen! Thank you for being our guest.
Ciao Deanna, posso solo iniziare dicendo che sono molto molto orgogliosa di intervistare un’autrice come te. Ho appena finito di leggere “Silenzi e Segreti” (Harlequin Mondadori, “Grandi Romanzi Storici Special”), e l’ho trovato una lettura molto affascinante, con un intreccio poderoso e un’ambientazione suggestiva – una tenuta di campagna in un’antica abbazia, niente meno! E mi ha ricordato i vecchi romanzi gotici con così tanto mistero ed elementi soprannaturali.
Hi, Deanna, I can only start saying that I’m very very proud to interview an author like you. I’ve just finished reading “Silent in the Sanctuary”, and I’ve found it very intriguing, with a ponderous plot and a suggestive setting – a country house set in an ancient Abbey!, terrific, it reminds me about those old gothic novels rich of mysteries and supernatural!
S.Z.:Ma iniziamo dall’inizio… prima “Silenzi e veleni”… e ora “Silenzi e segreti”… non soltanto libri bellissimi, ma una meravigliosa saga. In entrambi, troviamo gli stessi protagonisti, una personaggio femminile descritto favolosamente – Lady Julia Grey – che lotta per trovare e affermare la vera se stessa, e un uomo affascinante e tenebroso, Nicholas Brisbane, immersi in un’ambientazione carica di mistero. Come ti è venuta questa splendida idea (di romanzi così correlati) e per quanti episodi hai intenzione di tenerci ancora con il fiato sospeso? Ti prego, dicci che possiamo sperare in un lieto fine per la loro bella storia d’amore!
Let’s start from the beginning... Silent in the Grave… and now, Silent in the Sanctuary… they aren’t only beautiful novels, but are parts of a wonderful saga. In them, we read about the same main characters, a richly described female protagonist – Lady Julia Grey - who struggles to find and to affirm herself, and a dark and hansome male character, Nicholas Brisbane, surrounded by a powerful halo of mystery. How did you have this splendid idea, and how long do you intend to hold us with bated breath? Please, tell us that we can hope in a happy ending for their heart-beating love story!
D.R.:Tutto è cominciato quando ho letto di un caso di avvelenamento avvenuto in Francia, nel XVIII secolo. Le vittime erano delle donne, tutte sposate a un omicida. Ho iniziato a fare un gioco di associazioni e a mescolare le carte in tavola. Ho trasformato la vittima in un uomo, e questo rendeva necessario coinvolgere sua moglie in qualche modo. Così ho fatto di lei un’investigatrice, ma a quel punto mi serviva un partner; perciò ho creato Brisbane. Il resto è nato tutto dalla necessità e dall’immaginazione. Alcuni personaggi o circostanze sono creati dalla necessità di portare avanti la storia, altri perché aggiungono profondità o dettaglio. Non posso fare accenni sulla fine della storia nella serie perché non so quando arriverà! Il terzo romanzo di Julia Grey sta per essere pubblicato (negli USA, n.d.r.) e so che ce ne sarà per lo meno un altro, anche se il mio editore ha fatto allusione a molti altri. Immagino che la serie andrà avanti secondo la risposta dei lettori.
The story began when I read about a poisoning case in 18th century France. The victims were a string of women, all married to a murderous man. I started playing a “what-if” game and turned the tables. I made the victim male, and that meant the wife had to be involved somehow. So I made her the detective, but she needed a partner; I created Nicholas. The rest of it just sprang from necessity or imagination. Some characters or circumstances came about because I needed them to further the story. Others were created because they added depth or detail. I can’t give you hints about the ending of the series because I don’t know when the ending will come! The third Julia Grey novel is about to be published and I know there will be at least one more although my publisher has alluded to several. I expect it will be up to reader demand how far the series goes.
S.Z: Da autrice ad autrice… Devo dire che ho apprezzato molto la ricchezza dell’intreccio nei tuoi libri, ricchi di colpi di scena, quindi sono molto curiosa di sentire come si muove Deanna Raybourn quando sta per iniziare un nuovo romanzo.
From author to author… I appreciated very much the rich plot of your stories, marked by many sensational developments, so I’m very curious to hear how Deanna Raybourn “walks through” when she’s starting to think about a new novel.
D.R.:I miei romanzi iniziano con un frammento di idea. Può essere il verso di una poesia, un quadro, oppure uno strano fatto storico. E da lì inizio a tessere la mia tela. Cerco di pensare in modo logico: se succede A, allora deve succedere B. Che tipo di persona farebbe A, per prima cosa? E cosa farebbero i personaggi se, invece, succedesse C? Trama e personaggi sono sviluppati allo stesso tempo, anche se, di solito, la trama è sempre un pochino più avanti. Leggo e faccio ricerche mentre elaboro l’intreccio, e poi anche mentre scrivo, sempre senza una traccia troppo determinata. Conosco i miei personaggi. So dove iniziamo e so dove andremo a finire. Ma non sono mai sicura di come ci arriveremo. Ogni giorno le scene dettano altre scene per il giorno seguente, così su di una base decisa di volta in volta, so precisamente quello che sto facendo. Di solito so cosa accadrà entro le due o tre scene successive, ma non di più.
My novels always begin with a single snippet of an idea. It can be a line of poetry, a painting, an odd historical fact. And then I start weaving the spider’s web out from there. I try to think it out logically; if A happens, then B must happen. What sort of person would do A in the first place? What would they do if C happened instead? Plot and character are developed at the same time, with plot usually coming in just a bit ahead. I read and research while I’m plotting, and then I write, always without a detailed, formal outline. I know my characters. I know where we’re beginning; I know where we’re going. I’m just never certain quite how we’re going to get there. But each day’s scene dictates the scene for the next day, so on a day-to-day basis I know precisely what I’m doing. Usually I know the next two or three scenes, but no more.
S.Z.:Parlando di personaggi, credo che qualunque tua lettrice abbia sospirato per Nicholas Brisbane. E’ davvero un personaggio maschile molto affascinante… E, in qualche modo, mi ricorda un po’ il Mr. Darcy di Jane Austen. C’è una reale connessione tra i due? O, comunque, puoi descriverci il tuo Nicholas?
Talking about characters, I do believe that any woman who reads your “Silents”, is longing for for Nicholas Brisbane. Truly, he is a very fascinating male character… And, in some way, he recalls me about Jane Austen’s Mr. Darcy. Is there a real connection between the two? Or how can you describe us your Nicholas?
D.R: Adoro Mr. Darcy, così come molti altri personaggi maschili della Austen o della Bronte, ma Nicholas è più oscuro di Darcy. Ha un bagaglio emotivo più ricco, e a volte non è molto cortese. Ogni tanto fa uso di droghe, ha avuto numerose relazioni, e non disdegna di infrangere la legge se questo si accorda col suo senso di giustizia. Semmai fossero parenti, Darcy sarebbe un pilastro di rettitudine mentre Nicholas sarebbe la pecora nera della famiglia.
I adore Mr. Darcy, along with several other Austen and Bronte heroes, but Nicholas is darker than Darcy. He has much more emotional baggage, and he isn’t terribly nice at times. He casually uses drugs and has had numerous romantic liaisons, and he isn’t above breaking the law if it suits his sense of justice. If they were relatives, Darcy would be the pillar of rectitude while Nicholas would be his black-sheep cousin.
S.Z:Quanto c’è di Deanna Raybourn nei suoi libri? Voglio dire, sia “Silenzi e veleni” che “Silenzi e segreti” sono scritti in prima persona, con la voce di Lady Julia Gray che ci racconta l’intera storia dal suo personale punto di vista. Ti identifichi con Julia? E, se posso farti una domanda dedicata allo “stile”, hai trovato qualche difficoltà, essendo tu una donna americana del XXI secolo, a calarti in una realtà così diversa che potesse rievocare tanto vividamente la Londra (e l’Inghilterra) degli anni ’70 dell’ottocento?
How much of Deanna Raybourn there is in her books? That is, both Silent in the Grave and Silent in the Sanctuary are written in the first person, with the voice of Lady Julia Gray telling directly the whole story, following her personal point of view. Do you identified yourself with Julia? And, if I can ask you something about your writing-style, did you have some difficulties – being an American woman of the XXI century – in setting yourself in such a different reality, as much as to summon up so vividly the London (and England) of the seventy’s of the XIX century?
D.R:Chiunque mi conosca bene ha notato subito che Julia Grey è un personaggio profondamente autobiografico. Non nei particolari – non sono una ricca aristocratica vittoriana, sono felicemente sposata e non ho fratelli – ma, come mi piace dire, la prospettiva dai suoi occhi e dai miei non è poi così diversa. Julia è una donna moderna per l’epoca vittoriana, così la sua mentalità è facilmente accessibile per i lettori di oggi, ed è molto facile per me entrare nella sua testa. Infatti, quando mi domando cosa farebbe in una certa circostanza, immagino semplicemente cosa farei io e lo scrivo! Per quanto riguarda le ricerche, mi piace leggere, in particolar modo cose storiche, come memorie, giornali e lettere. Tutto mi aiuta a creare il mondo vittoriano di Julia Grey, che non è, tra l’altro, il mondo di Sherlock Holmes e di Jane Eyre. Era importante per me creare un’ambientazione vittoriana diversa, che fosse connessa col mondo storico reale, anche se alla leggera. Ci sono discussioni occasionali di grandi eventi storici, ma non sono mai così importanti per i personaggi come i loro piccoli drammi domestici o gli eventi delittuosi che capitano nelle loro case. Credo che questo sia il modo in cui la maggior parte della gente vive. A meno che non ci sia una guerra appena fuori o dentro il paese, si tende a ritenere più importante la nostra vita, quella della nostra famiglia, dei nostri amici. Così la pensano i personaggi dei libri di Julia Grey.
Everyone who knows me well spotted immediately that Julia Grey is hugely autobiographical. Not in the particulars—I’m not a wealthy Victorian aristocrat and I am happily married and have no siblings—but as I like to say, the views from her eyes and mine aren’t so very different. Julia is a modern woman for the Victorian age, so I think that makes her accessible and sympathetic for modern readers, and it’s very easy for me to get inside her head. In fact, when I’m wondering what Julia would do in a given circumstance, I usually just picture what I would do and write it! As far as the research, I love reading, particularly about history—journals, letters, memoirs. It all helps to create the Victorian world of Julia Grey, which incidentally is not the Victorian world of Sherlock Holmes or Jane Eyre. It was important to me to create a distinct part of Victoriana that was connected to real history, but lightly. There are occasional discussions of great events, but they are never as meaningful to the characters as the little domestic dramas and murderous events in their own homes. I think that’s how most people live. Unless there is a war being fought outside our front door, we tend to worry about our immediate lives, our families, our friends. That’s how the characters in the Julia Grey books function.
S.Z:Ultimo, ma non per importanza, so che sei molto impegnata al momento, che stai lavorando a tanti nuovi progetti. Puoi rivelarci qualcosa di questi nuovi lavori? Hai in mente di scrivere qualche altra storia che non sia connessa con le indagini di Julia? Magari un romanzo sullo stesso Shakespeare…? E c’è per caso una possibilità che possiamo vedere, un giorno, Julia e Nicholas sul grande schermo…? Mi sembra di aver letto qualcosa in proposito della tua scelta riguardo a degli attori su di un sito web…
And now, last but not least, I know that you are very busy at the moment, working a lot to many new projects. Could you reveal us something about those new works? Do you have in mind some other projects that aren’t connected with Julia’s investigations? And there is the slight possibility to see Julia and Nicholas on the big screen, as I read something about a choice of yours of actors on a website?
D.R:Sto lavorando al mio quarto libro, un romanzo di mistero ambientato tra la Transilvania e la Scozia nel 1898. Non ci sono personaggi del ciclo di Julia Grey in questo, ma credo che ai lettori della serie piacerà. Non appena questo nuovo romanzo sarà finito, mi tufferò direttamente nel quarto capitolo di Julia Grey, e non vedo l’ora di farlo. Mi mancano quei personaggi! Col mio editore sto lavorando per aumentare alcuni contenuti extra per l’edizione e-book dei miei libri. Nel frattempo, sto anche sviluppando il mio sito web, www.deannaraybourn.com, trasformandolo da un blog giornaliero in un sito più completo, e mi sto preparando per l’uscita di “Silent in the Moor”(3° romanzo della serie Julia Grey, n.d.r), prevista per marzo 2009. Quanto a possibili adattamenti cinematografici, abbiamo ricevuto alcune offerte da qualche compagnia di produzione, ma i diritti restano tuttora disponibili.
I am working on my fourth novel, a mysterious tale set in Transylvania and Scotland in 1898. There are no characters from the Julia Grey books in this one, but I think readers of the series will enjoy it as well. As soon as this book is put to bed, I expect to go straight into the fourth Julia Grey novel, and I’m looking forward to it. I missed the characters! I am also working with my publisher to develop content specifically for the e-book editions so readers who purchase the e-books will receive some goodies that only they get to see. I’m also developing my website, www.deannaraybourn.com from a daily blog to a more comprehensive site, and I am preparing for the March release of Silent on the Moor. As far as film adaptations, we’ve had interest from a few production companies, but the rights are still available.
S.Z.:Bene, Deanna, allora non mi resta che augurarti buon lavoro! Noi saremo qui, ad aspettare di sapere come andrà tra Julia e Nicholas e cosa succederà ancora! Grazie di essere stata nostra ospite.
Well, Deanna, now I just have to wish you a good job! We will be here waiting to know how the story between Julia and Nicholas will go on and what it’s going to happen! Thank you for being our guest.
Ciao Deanna, posso solo iniziare dicendo che sono molto molto orgogliosa di intervistare un’autrice come te. Ho appena finito di leggere “Silenzi e Segreti” (Harlequin Mondadori, “Grandi Romanzi Storici Special”), e l’ho trovato una lettura molto affascinante, con un intreccio poderoso e un’ambientazione suggestiva – una tenuta di campagna in un’antica abbazia, niente meno! E mi ha ricordato i vecchi romanzi gotici con così tanto mistero ed elementi soprannaturali.
Hi, Deanna, I can only start saying that I’m very very proud to interview an author like you. I’ve just finished reading “Silent in the Sanctuary”, and I’ve found it very intriguing, with a ponderous plot and a suggestive setting – a country house set in an ancient Abbey!, terrific, it reminds me about those old gothic novels rich of mysteries and supernatural!
S.Z.:Ma iniziamo dall’inizio… prima “Silenzi e veleni”… e ora “Silenzi e segreti”… non soltanto libri bellissimi, ma una meravigliosa saga. In entrambi, troviamo gli stessi protagonisti, una personaggio femminile descritto favolosamente – Lady Julia Grey – che lotta per trovare e affermare la vera se stessa, e un uomo affascinante e tenebroso, Nicholas Brisbane, immersi in un’ambientazione carica di mistero. Come ti è venuta questa splendida idea (di romanzi così correlati) e per quanti episodi hai intenzione di tenerci ancora con il fiato sospeso? Ti prego, dicci che possiamo sperare in un lieto fine per la loro bella storia d’amore!
Let’s start from the beginning... Silent in the Grave… and now, Silent in the Sanctuary… they aren’t only beautiful novels, but are parts of a wonderful saga. In them, we read about the same main characters, a richly described female protagonist – Lady Julia Grey - who struggles to find and to affirm herself, and a dark and hansome male character, Nicholas Brisbane, surrounded by a powerful halo of mystery. How did you have this splendid idea, and how long do you intend to hold us with bated breath? Please, tell us that we can hope in a happy ending for their heart-beating love story!
D.R.:Tutto è cominciato quando ho letto di un caso di avvelenamento avvenuto in Francia, nel XVIII secolo. Le vittime erano delle donne, tutte sposate a un omicida. Ho iniziato a fare un gioco di associazioni e a mescolare le carte in tavola. Ho trasformato la vittima in un uomo, e questo rendeva necessario coinvolgere sua moglie in qualche modo. Così ho fatto di lei un’investigatrice, ma a quel punto mi serviva un partner; perciò ho creato Brisbane. Il resto è nato tutto dalla necessità e dall’immaginazione. Alcuni personaggi o circostanze sono creati dalla necessità di portare avanti la storia, altri perché aggiungono profondità o dettaglio. Non posso fare accenni sulla fine della storia nella serie perché non so quando arriverà! Il terzo romanzo di Julia Grey sta per essere pubblicato (negli USA, n.d.r.) e so che ce ne sarà per lo meno un altro, anche se il mio editore ha fatto allusione a molti altri. Immagino che la serie andrà avanti secondo la risposta dei lettori.
The story began when I read about a poisoning case in 18th century France. The victims were a string of women, all married to a murderous man. I started playing a “what-if” game and turned the tables. I made the victim male, and that meant the wife had to be involved somehow. So I made her the detective, but she needed a partner; I created Nicholas. The rest of it just sprang from necessity or imagination. Some characters or circumstances came about because I needed them to further the story. Others were created because they added depth or detail. I can’t give you hints about the ending of the series because I don’t know when the ending will come! The third Julia Grey novel is about to be published and I know there will be at least one more although my publisher has alluded to several. I expect it will be up to reader demand how far the series goes.
S.Z: Da autrice ad autrice… Devo dire che ho apprezzato molto la ricchezza dell’intreccio nei tuoi libri, ricchi di colpi di scena, quindi sono molto curiosa di sentire come si muove Deanna Raybourn quando sta per iniziare un nuovo romanzo.
From author to author… I appreciated very much the rich plot of your stories, marked by many sensational developments, so I’m very curious to hear how Deanna Raybourn “walks through” when she’s starting to think about a new novel.
D.R.:I miei romanzi iniziano con un frammento di idea. Può essere il verso di una poesia, un quadro, oppure uno strano fatto storico. E da lì inizio a tessere la mia tela. Cerco di pensare in modo logico: se succede A, allora deve succedere B. Che tipo di persona farebbe A, per prima cosa? E cosa farebbero i personaggi se, invece, succedesse C? Trama e personaggi sono sviluppati allo stesso tempo, anche se, di solito, la trama è sempre un pochino più avanti. Leggo e faccio ricerche mentre elaboro l’intreccio, e poi anche mentre scrivo, sempre senza una traccia troppo determinata. Conosco i miei personaggi. So dove iniziamo e so dove andremo a finire. Ma non sono mai sicura di come ci arriveremo. Ogni giorno le scene dettano altre scene per il giorno seguente, così su di una base decisa di volta in volta, so precisamente quello che sto facendo. Di solito so cosa accadrà entro le due o tre scene successive, ma non di più.
My novels always begin with a single snippet of an idea. It can be a line of poetry, a painting, an odd historical fact. And then I start weaving the spider’s web out from there. I try to think it out logically; if A happens, then B must happen. What sort of person would do A in the first place? What would they do if C happened instead? Plot and character are developed at the same time, with plot usually coming in just a bit ahead. I read and research while I’m plotting, and then I write, always without a detailed, formal outline. I know my characters. I know where we’re beginning; I know where we’re going. I’m just never certain quite how we’re going to get there. But each day’s scene dictates the scene for the next day, so on a day-to-day basis I know precisely what I’m doing. Usually I know the next two or three scenes, but no more.
S.Z.:Parlando di personaggi, credo che qualunque tua lettrice abbia sospirato per Nicholas Brisbane. E’ davvero un personaggio maschile molto affascinante… E, in qualche modo, mi ricorda un po’ il Mr. Darcy di Jane Austen. C’è una reale connessione tra i due? O, comunque, puoi descriverci il tuo Nicholas?
Talking about characters, I do believe that any woman who reads your “Silents”, is longing for for Nicholas Brisbane. Truly, he is a very fascinating male character… And, in some way, he recalls me about Jane Austen’s Mr. Darcy. Is there a real connection between the two? Or how can you describe us your Nicholas?
D.R: Adoro Mr. Darcy, così come molti altri personaggi maschili della Austen o della Bronte, ma Nicholas è più oscuro di Darcy. Ha un bagaglio emotivo più ricco, e a volte non è molto cortese. Ogni tanto fa uso di droghe, ha avuto numerose relazioni, e non disdegna di infrangere la legge se questo si accorda col suo senso di giustizia. Semmai fossero parenti, Darcy sarebbe un pilastro di rettitudine mentre Nicholas sarebbe la pecora nera della famiglia.
I adore Mr. Darcy, along with several other Austen and Bronte heroes, but Nicholas is darker than Darcy. He has much more emotional baggage, and he isn’t terribly nice at times. He casually uses drugs and has had numerous romantic liaisons, and he isn’t above breaking the law if it suits his sense of justice. If they were relatives, Darcy would be the pillar of rectitude while Nicholas would be his black-sheep cousin.
S.Z:Quanto c’è di Deanna Raybourn nei suoi libri? Voglio dire, sia “Silenzi e veleni” che “Silenzi e segreti” sono scritti in prima persona, con la voce di Lady Julia Gray che ci racconta l’intera storia dal suo personale punto di vista. Ti identifichi con Julia? E, se posso farti una domanda dedicata allo “stile”, hai trovato qualche difficoltà, essendo tu una donna americana del XXI secolo, a calarti in una realtà così diversa che potesse rievocare tanto vividamente la Londra (e l’Inghilterra) degli anni ’70 dell’ottocento?
How much of Deanna Raybourn there is in her books? That is, both Silent in the Grave and Silent in the Sanctuary are written in the first person, with the voice of Lady Julia Gray telling directly the whole story, following her personal point of view. Do you identified yourself with Julia? And, if I can ask you something about your writing-style, did you have some difficulties – being an American woman of the XXI century – in setting yourself in such a different reality, as much as to summon up so vividly the London (and England) of the seventy’s of the XIX century?
D.R:Chiunque mi conosca bene ha notato subito che Julia Grey è un personaggio profondamente autobiografico. Non nei particolari – non sono una ricca aristocratica vittoriana, sono felicemente sposata e non ho fratelli – ma, come mi piace dire, la prospettiva dai suoi occhi e dai miei non è poi così diversa. Julia è una donna moderna per l’epoca vittoriana, così la sua mentalità è facilmente accessibile per i lettori di oggi, ed è molto facile per me entrare nella sua testa. Infatti, quando mi domando cosa farebbe in una certa circostanza, immagino semplicemente cosa farei io e lo scrivo! Per quanto riguarda le ricerche, mi piace leggere, in particolar modo cose storiche, come memorie, giornali e lettere. Tutto mi aiuta a creare il mondo vittoriano di Julia Grey, che non è, tra l’altro, il mondo di Sherlock Holmes e di Jane Eyre. Era importante per me creare un’ambientazione vittoriana diversa, che fosse connessa col mondo storico reale, anche se alla leggera. Ci sono discussioni occasionali di grandi eventi storici, ma non sono mai così importanti per i personaggi come i loro piccoli drammi domestici o gli eventi delittuosi che capitano nelle loro case. Credo che questo sia il modo in cui la maggior parte della gente vive. A meno che non ci sia una guerra appena fuori o dentro il paese, si tende a ritenere più importante la nostra vita, quella della nostra famiglia, dei nostri amici. Così la pensano i personaggi dei libri di Julia Grey.
Everyone who knows me well spotted immediately that Julia Grey is hugely autobiographical. Not in the particulars—I’m not a wealthy Victorian aristocrat and I am happily married and have no siblings—but as I like to say, the views from her eyes and mine aren’t so very different. Julia is a modern woman for the Victorian age, so I think that makes her accessible and sympathetic for modern readers, and it’s very easy for me to get inside her head. In fact, when I’m wondering what Julia would do in a given circumstance, I usually just picture what I would do and write it! As far as the research, I love reading, particularly about history—journals, letters, memoirs. It all helps to create the Victorian world of Julia Grey, which incidentally is not the Victorian world of Sherlock Holmes or Jane Eyre. It was important to me to create a distinct part of Victoriana that was connected to real history, but lightly. There are occasional discussions of great events, but they are never as meaningful to the characters as the little domestic dramas and murderous events in their own homes. I think that’s how most people live. Unless there is a war being fought outside our front door, we tend to worry about our immediate lives, our families, our friends. That’s how the characters in the Julia Grey books function.
S.Z:Ultimo, ma non per importanza, so che sei molto impegnata al momento, che stai lavorando a tanti nuovi progetti. Puoi rivelarci qualcosa di questi nuovi lavori? Hai in mente di scrivere qualche altra storia che non sia connessa con le indagini di Julia? Magari un romanzo sullo stesso Shakespeare…? E c’è per caso una possibilità che possiamo vedere, un giorno, Julia e Nicholas sul grande schermo…? Mi sembra di aver letto qualcosa in proposito della tua scelta riguardo a degli attori su di un sito web…
And now, last but not least, I know that you are very busy at the moment, working a lot to many new projects. Could you reveal us something about those new works? Do you have in mind some other projects that aren’t connected with Julia’s investigations? And there is the slight possibility to see Julia and Nicholas on the big screen, as I read something about a choice of yours of actors on a website?
D.R:Sto lavorando al mio quarto libro, un romanzo di mistero ambientato tra la Transilvania e la Scozia nel 1898. Non ci sono personaggi del ciclo di Julia Grey in questo, ma credo che ai lettori della serie piacerà. Non appena questo nuovo romanzo sarà finito, mi tufferò direttamente nel quarto capitolo di Julia Grey, e non vedo l’ora di farlo. Mi mancano quei personaggi! Col mio editore sto lavorando per aumentare alcuni contenuti extra per l’edizione e-book dei miei libri. Nel frattempo, sto anche sviluppando il mio sito web, www.deannaraybourn.com, trasformandolo da un blog giornaliero in un sito più completo, e mi sto preparando per l’uscita di “Silent in the Moor”(3° romanzo della serie Julia Grey, n.d.r), prevista per marzo 2009. Quanto a possibili adattamenti cinematografici, abbiamo ricevuto alcune offerte da qualche compagnia di produzione, ma i diritti restano tuttora disponibili.
I am working on my fourth novel, a mysterious tale set in Transylvania and Scotland in 1898. There are no characters from the Julia Grey books in this one, but I think readers of the series will enjoy it as well. As soon as this book is put to bed, I expect to go straight into the fourth Julia Grey novel, and I’m looking forward to it. I missed the characters! I am also working with my publisher to develop content specifically for the e-book editions so readers who purchase the e-books will receive some goodies that only they get to see. I’m also developing my website, www.deannaraybourn.com from a daily blog to a more comprehensive site, and I am preparing for the March release of Silent on the Moor. As far as film adaptations, we’ve had interest from a few production companies, but the rights are still available.
S.Z.:Bene, Deanna, allora non mi resta che augurarti buon lavoro! Noi saremo qui, ad aspettare di sapere come andrà tra Julia e Nicholas e cosa succederà ancora! Grazie di essere stata nostra ospite.
Well, Deanna, now I just have to wish you a good job! We will be here waiting to know how the story between Julia and Nicholas will go on and what it’s going to happen! Thank you for being our guest.
martedì 18 novembre 2008
Un mistero è svelato
E subito un altro se n’è presentato…
Un’abbazia sconsacrata
Nasconde una cappella abbandonata
Dove la morte è ancora una volta chiamata
E dai “silenzi e segreti” profondamente celata…
Il cantastorie
....
Recensione di Eleonora.
Un’abbazia sconsacrata…
Una cappella gelida…
Dei lunghi silenzi…
Dei macabri segreti…
E un fantasma che si aggira indisturbato tra i corridoi e i passaggi di Belmont Abbey…
Quali verità si celano dietro questa corte di misteri?!
Chi si rende protagonista di questo intricato thriller storico?!
Ci troviamo in Inghilterra nel 1887 e riusciamo ad entrare nella storia grazie a una narrazione coinvolgente e priva di artefici letterali.
La protagonista, Julia Grey, racconta la vicenda in prima persona, come se fosse un diario, e scopre ogni cosa di pari passo con noi lettori…
Sentiamo bene i suoi pensieri e i suoi sentimenti, tanto da aver la convinzione di essere noi al centro della storia: siamo noi a cercare la verità e a trovarla…dove meno ci si aspetta…
E la cosa veramente curiosa è che è come aprire il vaso di pandora: aprendolo, non scopriamo solo ciò per cui stiamo indagando, ma tanti piccoli intrighi che rendono le persone che “ci circondano” particolari malgrado la loro banalità, interessanti malgrado la loro mancanza di attrattive…
Uomini rudi e prepotenti che subiscono delle fini beffarde e uomini inutili e vanesi che conservano un segno tangibile di dignità…
Donne inutili, insignificanti che muovono le file di aggrovigliati sistemi e donne che sembrano governare il mondo ma che possiedono le proprie fragilità.
In ogni caso, per ogni pagina di romanzo troviamo gente comune che ha una storia dietro, una ragione, un perché…
Siamo con Julia, amiche timorose delle sue perlustrazioni e dei suoi ragionamenti…
Ma cosa nasconde in realtà una scarpa?!
Ma è un indizio sostanziale?
E un uomo può benissimo essere mancino o destro, ma ciò influisce sulla risoluzione di un caso?!
E un caso in realtà sarà mai veramente risolto?!
Non è forse vero che a volte i crimini restano impuniti?!
Ci ritroviamo con la nostra protagonista a esaminare tutte queste possibilità, quasi a volerle suggerire una risposta per consigliarla o per rivelarle una nostra intuizione del momento…(che vi garantisco sarà comunque sempre sbagliata perché mai niente è come sembra!).
Ecco! Questo romanzo è così!
Tu non leggi una storia,ma vi partecipi insieme a Julia: crei il momento, aspetti l’indizio e a volte vorresti consigliarle di essere + cauta, più riflessiva; altre volte, le chiedi di buttarsi senza pensare alle conseguenze perché l’istinto lo ha e spesso si rivela corretto…
C’è da evidenziare, che a mio avviso il romanzo contiene una nota di giustizia sottile e da scovare tra le righe…
Ma non la giustizia di noi uomini, ma quasi una rivincita che il fato si prende nei confronti della vita…
E poi all’improvviso ci troviamo ad essere presenze indiscrete accanto alla nostra eroina in questa relazione che una vera relazione non è…
L’amore tra Julia e Brisbin è fondamentalmente da ricercare tra le righe: niente è dato per scontato e niente è così palese come siamo abituate.
È come se passa una corrente tra loro, palpabile e reale che riesce a fuoriuscire dalle pagine del libro: e noi ci troviamo ad essere spettatrici di un sentimento intimo, delicato eppure accennato…
Abbiamo il dubbio se dovremmo in realtà lasciarli soli per non invadere la loro privacy; diventiamo tanto parti integranti della storia, così amiche di Julia, che lasciarli da soli sarebbe un gesto gentile, ma non riusciamo a staccarci…
Come Julia anche noi aspettiamo che questo uomo così misterioso, sensuale, particolare ed enigmatico (e chi più ne ha più ne metta!), riesca ad accorgersi dei suoi sentimenti e riesca a capire che non c’è modo migliore per vivere che goderseli fino in fondo…
Niente però è come sembra…
Ogni cosa necessita di tempo.
Guardi in viso tutti i protagonisti credendo di averli veramente accanto perché la descrizione che l’autrice ne dà è così accurata da riuscire a trasmettere anche la gradazione che un colore assume sotto quel tipo di luce che creano le candele…
Cominci a conoscere le loro risposte, ma riescono cmq a sorprenderti perché nessuno di loro è come sembra…
Poi ci giriamo verso Brisbane, il nostro eroe (che un vero eroe è!) e lo guardiamo prima con gli occhi di Julia e poi con i nostri occhi,ma non riusciamo in realtà a scorgere le differenze che dovremmo. Lui è veramente bello, è veramente intrigante, ha veramente occhi neri pieni di misteri e rimpianti, ha veramente un modo di fare particolare…
Lui vuole proteggerci…ops! scusate proteggere Julia anche se non spende parole in tal proposito…
Lui è perfetto nella sua imperfezione!
E poi alla fine ci ricordiamo di guardare negli occhi Julia e esaminare i suoi comportamenti, le sue parole…
Dico alla fine perché per tutta la storia siamo state vicino a lei, condividendone sogni e pensieri…
Lei è donna nel senso più ampio della parola.
All’inizio è un po’ insicura, ma riesce a riprender in pugno la sua vita, ad agire e a ribellarsi “non voglio più essere sotto una campana di vetro, tenuta nella bambagia da uomini prepotenti”!
Un’eroina che subisce una crescita emotiva importante: con un carattere irriverente, sicuro e a volte vulnerabile!
L’autrice gioca molto bene con le parole e riesce a intervallare scene da vero horror ad altre veramente profonde con parole accurate, ma mai solo di “facciata”:tutto ha un senso anche una semplice frase!
“Silenzi e segreti” regala un mix di amore, intrigo, giallo, noir, gotico,thriller…
E alla fine…beh! Meglio non dirla!
Posso dirvi solo che non è così tipica come dovrebbe essere...“ma questa è un’altra storia...”
Eleonora (il cantastorie)
